Lo studio di architettura LAND (Landscape, Architecture, Nature, Development), ideatore del progetto di rigenerazione di Viale Buridani e Via Mensa, ha reso oltre 500 città europee più verdi contribuendo al benessere della comunità con la piantumazione di 2.500.000 alberi e rimuovendo 22 milioni di tonnellate di CO2 dall’aria che respiriamo.
Con oltre 30 anni di esperienza nello sviluppo del paesaggio e nel design di spazi aperti, lo studio ha perseguito, nel suo processo di ideazione, le linee guida del Green Deal Europeo che punta a trasformare l’Europa nel primo continente a impatto climatico zero.
Secondo queste linee guida, il progetto punta a riportare la natura nella vita urbana perseguendo, tra i tanti, questi principi:
Il processo di rigenerazione urbana di Venaria Reale si basa su un progetto innovativo e sostenibile: in questo senso, la sostenibilità è proprio intesa come elemento di equilibrio dinamico tra le caratteristiche paesaggistico-ambientali, la crescita economica del territorio e l’inclusione sociale.
Green Building Council Italia (GBC Italia), associazione senza scopo di lucro cui aderiscono le più competitive imprese e le più qualificate associazioni italiane operanti nel segmento dell’edilizia sostenibile, sostiene che vi siano 7 regole verdi per costruire una città sostenibile:
Tale agenda è un programma d’azione per le persone e le partnership, il pianeta, la prosperità e la pace. Tra gli obiettivi principali, in ottica strategico-progettuale, rientrano la riduzione del consumo di energia, acqua e suolo, la diminuzione dei materiali utilizzati e la riduzione dell’inquinamento tramite la riciclabilità, minimizzando emissioni, scarichi e dispersione di sostanze tossiche.
Fatta questa doverosa premessa sui principi che hanno guidato la progettazione, vediamo ora più da vicino gli obiettivi per la rigenerazione dei due Boulevard di Venaria Reale:
Questi obiettivi sono frutto dell’osservazione, da parte dello studio LAND, dello stato di fatto attuale delle due arterie venariesi.
Prendendo in esame Viale Buridani, nei suoi 600 m di lunghezza e 20 m di larghezza, si riscontra che lo spazio di relazione è estremamente ridotto di fronte agli esercizi commerciali, e le connessioni visuali e fisiche sono compromesse dalle presenza dei veicoli. Le alberature, laddove presenti, manifestano evidenti segni di deperimento, e i numerosi dislivelli rendono difficoltosi gli spostamenti di persone con mobilità ridotta. Lo spazio centrale, invece, risulta ben sfruttato dai cittadini, nonostante lo stato di degrado dell’alberata e la carenza di arredi.
Alla luce dell’analisi effettuata, lo studio propone di ripartire da quanto di buono esiste al fine di preservare l’identità di Viale Buridani e cambiarne la percezione da parte della cittadinanza. Il nuovo progetto, infatti, prevede di:
La soluzione ideata, facendo riferimento al mercato del sabato, prevede il mantenimento e la salvaguardia del parterre verde centrale, valorizzando così maggiormente i fronti commerciali grazie al nuovo affaccio del mercato.
Una soluzione come questa è in linea con le tendenze delle nazioni occidentali più virtuose: le città di tutto il mondo si stanno convertendo a strade senza auto come parte della ripresa post-pandemica. Come afferma Janette Sadik-Khan, urbanista e commissaria ai Trasporti per la Città di New York, “ciò non avviene perché sia facile includere tale progettualità in un qualsiasi programma politico, ma perché strade più accessibili fanno bene agli affari e a chi ci abita. Andare in bicicletta e camminare rendono i quartieri resilienti, più sicuri e affidabili”.
La natura sta diventando una componente attiva delle infrastrutture dei centri abitati: è necessario quindi aumentare i benefici tratti dal verde, ridurre le superfici asfaltate per aumentare quelle piantumate e ripristinare i corridoi ecologici. Ne è un esempio concreto la città di Barcellona, che ha cambiato radicalmente lo spazio urbano aumentando del 40% le aree verdi, ciclabili e pedonali: ciò ha favorito la mobilità dolce, migliorando così sensibilmente la qualità della vita dei suoi abitanti. Ma non è l’unica capitale europea ad andare in questa direzione: gli Champs-Élysée di Parigi diventeranno un grande giardino verde. Ciò ridurrà drasticamente l’inquinamento atmosferico e acustico, e l’aumento delle zone pedonali favorirà le attività all’aria aperta e l’ampliamento delle piccole attività commerciali.
Senza spingersi necessariamente oltre confine, abbiamo un esempio concreto e riuscito in Via Monferrato a Torino, strada che è stata recentemente pedonalizzata. La testimonianza di una negoziante, in origine contraria alla pedonalizzazione, è indicativa: “Via Monferrato ora è diversa. Avevamo paura di perdere i clienti. Ora la via è piena zeppa di locali dove poter bere e mangiare. Oramai la strada è cambiata e una nuova abitudine si è creata al posto di quella vecchia”.
Per quanto riguarda invece l’asse storico di Via Mensa, lo studio evidenzia la carenza di punti di sosta e di ristoro ombreggiati e fruibili da tutti, che siano una valida alternativa ai dehors delle attività commerciali, oltre alla presenza di elementi di arredo che non valorizzano la storicità della Via Maestra. Dall’altro canto, però, viene riconosciuta la qualità dei materiali di pavimentazione e la meravigliosa vista che è possibile ammirare volgendo lo sguardo verso la Reggia circondata dalle montagne. In seguito a questa analisi, il progetto paesaggistico prevede di:
Il progetto vuole riportare l’uomo e la natura al centro incrementando e favorendo il commercio locale, riducendo drasticamente l’inquinamento acustico e atmosferico generato dalle automobili, rendendo le due arterie pedonali e commerciali più sicure e a misura di bambini e adulti, aumentando la biodiversità e l’assorbimento della CO2 nel centro città. Un cambiamento necessario in linea con le più virtuose tendenze delle capitali europee che migliorerà sensibilmente la qualità delle vita dei suoi abitanti.
