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Cappella di Sant’Uberto

La Chiesa di Sant’Uberto, dedicata al santo protettore dei cacciatori, è un chiaro rimando al fine venatorio della residenza sabauda. Fu Vittorio Amedeo II che volle costruire una grandiosa cappella adiacente al Palazzo e al contempo affacciata sulla piazza cittadina. Dal progetto di Filippo Juvarra, nel 1729 emerse un capolavoro del Barocco internazionale. 

L’edificio è a pianta centrale, con nucleo ottagonale, due grandi altari ai lati del transetto e quattro cappelle, circolari all’interno e poligonali all’esterno, poste sulle diagonali.

I collegamenti della Chiesa con la Reggia vennero portati a termine, dal successore di Juvarra, Benedetto Alfieri, che si occupò anche dello scalone monumentale che conduce alle tribune. 

Assoluto protagonista è l’altare maggiore, opera di Giovanni Baratta, le cui forme e colori sono evidenziati dal fascio di luce che entra dalle vetrate retrostanti. La sua sacralità è ancora più esaltata dagli angeli che reggono il tabernacolo soprastante, dando verticalità all’altare.

Nell'autunno del 2019 è stata riaperta la Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto con un rinnovato allestimento.
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